RACCOLTA FONDI “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)”

Si informano le Sezioni che la Sede centrale del CAI ha aperto una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal sisma avvenuto la scorsa notte (vedi Comunicato stampa allegato). Per chi volesse aderire alla sottoscrizione è stato aperto un conto corrente intestato a “RACCOLTA FONDI IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” presso la Banca Popolare di Sondrio – Agenzia 21 di Milano – IBAN IT 06D0569601620000010373X15.

Con i migliori saluti.
Il Direttore
Andreina Maggiore

Comunicato stampa terremoto Centro Italia

Un ricordo dell’Amico Giovanni

Lunedì l’accademico Giovanni Boggio, 75 anni, per diversi anni istruttore della Scuola Nazionale di Alpinismo del Cai Biella, ha perso la vita in un incidente sul Mont Maurin, 3200 metri, in Valgrisanche.
Il suo Cai, il Cai Biella, vuole ricordarlo con le parole che Mauro Penasa, direttore attuale della scuola, gli ha dedicato lunedì sera.
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Ho frequentato il corso di alpinismo della sezione di Biella del CAI quando avevo 21 anni. Giovanni, che era uno degli Istruttori più rappresentativi della Scuola, a noi giovinastri dava l’impressione di essere già un “vecchio alpinista”, che guardavamo con timore ma anche con una certa curiosità…

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In punta all’Aiguille Noire de Peterey primi anni ’70 (Gruppo Monte Bianco) da sx. Pietro Perona, Silvana Fezzia e Giovanni Boggio)

Un vecchio alpinista… sembra assurdo oggi pensare una cosa del genere…
Giovanni allora aveva 38 anni…

Appena due anni dopo, nel 1981, sarebbe diventato accademico, a testimonianza del valore delle sue salite e della grande esperienza accumulata. Per questa sua esperienza lo guardavamo tutti, noi allievi e anche tutti gli altri istruttori, con estremo rispetto prima, ed un briciolo di invidia man mano che si progrediva in alpinismo. Perché quanto ci colpiva di quel “vecchio alpinista” era la leggerezza con cui carezzava la roccia, l’eleganza dei suoi movimenti, il piacere della scalata che si intuiva in tutti i suoi gesti, in una sorta di maestria inarrivabile che ci lasciava sempre un po’ a bocca aperta.

Giovanni era all’epoca il miglior scalatore su roccia del gruppo, almeno in montagna, e nel mio immaginario era ed è rimasto l’Istruttore, il mio Istruttore… Per quanto difficile fosse un passaggio, lui riusciva sempre a farlo sembrare facile, con la semplicità di chi sa davvero fare le cose e l’umiltà di chi sa dar loro il giusto valore…

Già, umiltà… e forse è questo l’insegnamento vero di Giovanni… la scalata tecnica negli anni è arrivata a livelli un tempo inimmaginabili, ma i valori umani sono rimasti quelli…
Quelli che lo spingevano quando, con infinita pazienza, accettava di dedicarsi agli allievi meno dotati per consentire ad altri salite che sicuramente avrebbe meglio gustato…

E’ già molto tardi, tra poche ore la sveglia mi ributterà fuori dal letto… perché domani si va in montagna, una gita in alto combinata da tempo. Non ne ho nessuna voglia ora, ma so che lo scricchiolare della neve e la fredda aria del mattino risveglieranno il piacere di essere lassù.
Con un motivo in più: domani i miei occhi saranno per Giovanni.

23.08.2016, ore 2:00

Mauro Penasa