Secondo appuntamento con “IN QUOTA – MONTAGNE A 360º”

Con “La bicicletta e il Badile” un invito a rallentare e un inno alla sostenibilità ambientale
 
La pellicola racconta in parallelo l’impresa di Hermann Buhl che nel 1952 raggiunse in bici la parete del Pizzo Badile e la scalò è quella dei suoi epigoni contemporanei in viaggio tra paesaggi e storia. Presenti in sala gli autori.

Torna, al cinema Verdi di Candelo, l’appuntamento con i film di montagna. Mercoledì prossimo, alle 21, sarà proiettato “La bicicletta e il Badile” di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina. Gli autori saranno presenti in sala per incontrare il pubblico.

La pellicola racconta l’impresa dell’alpinista austriaco Hermann Buhl. È venerdì 4 luglio 1952 quando quello che sarà conosciuto in seguito come un grandissimo alpinista (tra le altre salite, celebri la prima salita al Nanga Parbat e al Broad Peak), lascia Innsbruck in bicicletta, risale la valle dell’Inn, dopo 150 chilometri arriva alla base della parete nord-est del Pizzo Badile, la sale in solitaria attraverso la via Cassin, scende, riprende la bicicletta e torna verso casa, per essere al lavoro il lunedì mattina. Un’impresa celebre, raccontata in poche asciutte pagine nel bellissimo libro autobiografico. Estate 202, Maurizio Panseri e Marco Cardullo decidono che oggi non ha più alcun senso spostarsi in automobile, soprattutto per andare in montagna. Ripercorrono l’itinerario ciclistico e alpinistico di Hermann Buhl: per lui la bicicletta era una necessità e il mezzo che aveva disposizione per compiere l’impresa, per i nostri sarà il mezzo per ripensare lo sport in modo sostenibile. Il loro viaggio si offre quale cornice per incontri con persone che hanno legato il proprio nome a quello della montagna.

«Volevamo ripercorrere le strade di Hermann Buhl: la bicicletta che per lui era una necessità e l’amore per l’impresa, la dimostrazione di una creatività formidabile, per noi può rappresentare la sostenibilità del nostro fare alpinismo rispetto all’ambiente, l’impronta consapevole che le nostre avventure lasciano sul pianeta entrando in intimo contatto con i luoghi, la loro storia ed i segni lasciati da chi prima di noi ha percorso quelle strade, salito quei sentieri e quelle pareti.
Il desiderio di tornare nei luoghi che hanno visto Hermann Buhl passare con la sua bicicletta e le sue scarpette quasi settanta anni fa, si colma di nuovi significati in una cornice di senso compiuta. Tornare con lo sguardo attento a cogliere i cambiamenti e la bellezza delle geografie alpine, in un flusso dove le riflessioni diventano ritmo dei pedali che girano, dei piedi che camminano, delle mani che arrampicano. Sul cammino, tra Italia, Svizzera e Austria, non mancano gli spunti visivi per mute meditazioni sul cambiamento: la grande frana di crollo della parete nord del Cengalo e la devastazione della Val Bondasca, il ritiro incessante dei ghiacciai nel gruppo del Bernina e dell’Ortles-Cevedale, la tragica frana della Val Pola; stimoli per scardinare una visione antropocentrica, cercando di ricollocare nella giusta proporzione i tempi dell’uomo e i tempi geologici del pianeta», spiegano Panseri e Valtellina.

La serata di mercoledì si inserisce nell’ambito della rassegna “In quota – Montagne a 360°”, promossa dalla sezione di Biella del Club Alpino Italiano per festeggiare i suoi 150 anni di vita e vede la collaborazione dell’associazione Montagna Amica e del Cinema Verdi con il patrocinio del Comune di Candelo e del Trento Film Festival.

I soci delle due associazioni, presentando la tessera, avranno diritto a una riduzione.

Il prossimo appuntamento sarà il 15 febbraio con il film che racconta le imprese dello scalatore Adam Ondra.