Al via la spedizione targata CAI BIELLA che vuole ricordare la prima ascensione al K2

Biella, 8 giugno 2024

Al via la spedizione targata CAI BIELLA che vuole ricordare la prima ascensione al K2, la seconda montagna più alta del mondo, a 70 anni di distanza. Sei gli alpinisti impegnati che partiranno lunedì 10 giugno alla volta del Pakistan. Prima di tentare l’ascensione al K2 hanno in programma il Broad Peak, 8047 metri, come acclimatamento. Il rientro è previsto per il 17 agosto.

Sono sei gli alpinisti che compongono il team

Capo spedizione è il biellese Gian Luca Cavalli, membro del CAAI (Club alpino accademico italiano), nonché istruttore nazionale della Scuola di alpinismo “Guido Machetto” della sezione di Biella del Club Alpino.
E biellesi sono anche Donatella Barbera, medico che da tempo lavora in Inghilterra, con esperienza di ottomila, e Matteo Sella. Matteo è il più giovane del gruppo, classe 1996. Due anni fa è stato selezionato per far parte dell’Eagle Team del CAI, una sorta di nazionale che vuole far crescere i più forti giovani alpinisti italiani. Matteo l’alpinismo lo respira da sempre, scorre nelle sue vene essendo discendente di Quintino (fondatore nel 1863 del CAI) e di Vittorio, il pioniere della fotografia di montagna.
Si può definire biellese d’adozione Cesar Rosales. Peruviano, è diventato guida alpina grazie al progetto di cooperazione internazionale Mato Grosso. Il suo “maestro” è stato l’alpinista biellese Enrico Rosso. E dal Perù Cesar ha spiccato il volo fino agli ottomila mila con all’attivo il Nanga Parbat.
Anche Tommaso Lamantia, di Varese, è, come Gian Luca Cavalli, membro del CAAI. Negli anni Tommaso ha sviluppato, di pari passo con l’alpinismo, la  passione per la fotografia e le riprese documentaristiche.
È invece di Valdagno il sesto uomo della spedizione Dario Renieri, vice presidente della locale sezione del CAI. Anche lui porterà la sua esperienza in dote al gruppo. E non cercata, è bello vedere come Biella e Valdagno, città tessili e laniere, si trovino unite in montagna, per la montagna.

Perché una nuova spedizione al K2 e perché da Biella

Dal 31 luglio del 1954, quando Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, issarono il tricolore sulla vetta, 8611 metri, della seconda montagna più alta del mondo, forse la prima per difficoltà, il K2 è chiamata la montagna degli italiani.

«Di quella spedizione faceva parte il biellese Ugo Angelino. Lui non salì in vetta ma il suo ruolo di responsabile della logistica e la sua capacità di mediazione tra il capo spedizione Ardito Desio, i compagni alpinisti e i portatori di etnia hunza fu fondamentale per la buona riuscita dell’impresa. Ma la spedizione del ‘54 ebbe successo anche grazie al meticoloso studio della spedizione del 1909, quella guidata dal duca degli Abruzzi, reso possibile grazie alla documentazione fotografica di Vittorio Sella conservata a Biella. Ecco perché il K2 non è solo la montagna degli italiani, ma è anche la montagna dei biellesi», spiega il presidente della locale sezione CAI Andrea Formagnana.

«Lo scorso anno, per celebrare i 150 anni della sezione, in vetta al Mucrone, montagna simbolo dei biellesi, è stata collocata una capsula del tempo che potrà essere aperta solo tra altri 150 anni. Con questa spedizione iniziamo a riempire di ricordi, di emozioni, di imprese, la capsula dei 300», sorride Formagnana.

Microplastiche e ghiacci che si ritirano

La spedizione avrà anche obiettivi di ricerca e di documentazione legati agli effetti del cambiamento climatico. Grazie a un accordo con il Dipartimento dellUniversità di Milano che si occupa di ecologia si compiranno dei prelievi di ghiaccio che sarà poi analizzato al ritorno con il fine di valutare la contaminazione da microplastiche a quelle quote.
Verrà inoltre realizzato, in accordo con Fondazione Sella, un blocco di fotografie sul ghiacciaio Concordia nel Baltoro che nel 1909 venne fotografato da Vittorio Sella. Questa operazione servirà a valutare come il paesaggio sia cambiato in poco più di 100 anni.

Una colomba di pace dal Mucrone e dai quattromila delle Alpi fino al Karakorum

Anche gli alpinisti sono figli del proprio tempo e sono immersi nel contesto sociale e storico in cui si vive. Delle inquietudini, delle paure, ma anche delle speranze per un futuro diverso e possibile, l’arte è il linguaggio che meglio d’altri sa farsene interprete. Nasce dall’incontro tra gli alpinisti della spedizione biellese al K2 e l’artista Paolo Barichello, celebre per la sua vicinanza ai temi ambientali e dello sport, l’idea di far spiccare il volo alla colomba DX PEACE SX, questo il nome dell’opera, da Biella e spingerla fino al tetto del mondo e da lì lanciare un segnale di speranza. La montagna è una palestra di solidarietà dove ogni differenza si annulla e dove gli uomini possono dare il meglio di loro stessi. L’opera raffigura i continenti che in una sorta di nuova palingenesi del mondo creano una pangea (prima della deriva dei continenti le terre emerse costituivano un unico grande continente) a forma di colomba. A tenere uniti i continenti sono sagome umane.
DX PEACE SX è stata realizzata in due scale. Quella in versione ridotta e smontabile salirà con gli alpinisti fino a dove riusciranno ad arrivare – l’obiettivo naturalmente è la vetta del K2 – e poi sarà riportata a Biella (in vetta non deve rimanere nulla). L’opera in formato originale, che è stata firmata dagli alpinisti, dopo un passaggio ad Assisi, Città della Pace, volerà sui giganti delle Alpi dal Monte Bianco al Cervino, al Rosa. Per chi vorrà firmala, dando il segno di adesione al progetto, sarà possibile farlo. L’opera sarà ancora in esposizione per una settimana a Chiavazza (Biella), in via Milano 30, nel piazzale dell’atelier di Barichello.

Sul K2 con i sogni dei ragazzi della Domus Laetitiae e facendo staffetta con gli Amici dell’Ospedale

La spedizione del CAI Biella si lega anche due progetti di solidarietà nati in terra biellese. Quest’anno ricorrono i 40 anni dalla nascita della Cooperativa sociale Domus Laetitiae che, a Sagliano Micca, in Valle Cervo, iniziò a prendersi cura di ragazzi con disabilità e delle loro famiglie. Oggi ha in carico, in tutto il Biellese, oltre 700 ragazzi. Tra le iniziative per festeggiare l’anniversario c’è quella di un gruppo di alpinisti che, in mese, saliranno 40 vette biellesi. A queste si aggiungerà quella del K2 in quanto al team del CAI Biella è stata consegnata la formella in terra cotta con il logo Domus Laetitiae con l’augurio di poterla portare più in alto possibile.
Il K2 sarà inoltre”tappa” della Staffetta della solidarietà, iniziativa targata Amici dell’Ospedale di Biella, per raccogliere fondi destinati a finanziare i progetti per implementare significamente la dotazione tecnologica dell’ospedale cittadino.

Al K2 quattro alpiniste pakistane tesserate CAI BIELLA

La spedizione biellese si incontrerà al campobase con le otto alpiniste che compongono la spedizione ufficiale, tutta al femminile, che il CAI centrale ha voluto organizzare per il 70° dell’impresa del 1954. Quattro sono le italiane Anna Torretta, Federica Mingolla, Silvia Loreggian e Cristina Piolini, quattro sono le pakistane Samina Baig, Amina Bano, Nadeema Sahar e Samana Rahim. Queste quattro ragazze sono state tesserate dalla sezione di Biella del CAI che ancora una volta ha dato prova della sua vocazione all’internazionalità, degna erede della tradizione dei suoi fondatori.

Un documentario, un libro e un podcast

In previsione, al ritorno del team, il materiale realizzato, sarà utilizzato per la realizzazione di un documentario. Allo studio ci sono anche un libro e la realizzazione di un podcast, una forma di comunicazione sempre più apprezzata dai giovani.

Sostengono l’impresa oltre al CAI BIELLA, il Club alpino italiano, il Club Alpino Accademico Italiano. La spedizione è patrocinata dal Comune di Biella- Città Alpina. Principal Partner sono Gruppo Banca Sella e Allianz.