Il Club Alpino Italiano nasce il
23 ottobre 1863 "nel Castello del Valentino, in Torino, all'una
pomeridiana", come si legge nel "processo verbale della
prima adunanza dei soci ". Un documento assai scarno, da vecchio
Piemonte.
Quella dell'ottobre 1863 è la costituzione, per così
dire, "burocratica" del Club alpino italiano. La vera
fondazione risale a qualche mese prima (il 12 agosto 1863) quando
Quintino Sella, scienziato e statista biellese, sale al Monviso
con tre amici. Sulla montagna che dà vita al Po, in Quintino
Sella nasce l'idea di radunare gli alpinisti italiani in un Club
come era avvenuto l'anno prima in Gran Bretagna e in Austria, e
pochi mesi avanti in Svizzera.
La vita ultrasecolare del Club alpino italiano è fatta soprattutto
di entusiasmo e di volontariato. Sono queste le forze trainanti
che hanno reso possibile un ampio ventaglio di realizzazioni a favore
della montagna e dei suoi frequentatori: rifugi, bivacchi, sentieri,
rimboschimenti, opere sociali.
… e a Biella
"Il 10 ottobre 1872, per iniziativa di un piccolo gruppo di
puri appassionati, ebbe vita la sezione biellese del Club Alpino
Italiano. Quale anno di nascita venne, però, sempre ufficialmente
riconosciuto il 1873.
Settantacinque uomini arditi - giudicati certamente
temerari e forse semipazzi dalle placide e casalinghe persone
di buon senso dell'epoca - ardivano apertamente riunirsi in associazione
col dichiarato e scandaloso scopo di diffondere ed esplicare l'attività
alpinistica nell'intera regione. Settantacinque "casse-cous"
che, alla domenicale partita a bocce e alle interminabili partite
a tressette, osavano preferire i rischi e le fatiche di sudate
e sovente pericolose ascensioni" - Annuario CAI Biella, 1945
In quanti siamo
308.000 soci in 478 sezioni (a Biella siamo in 2023)
765 tra rifugi, bivacchi e altre strutture, per un totale di 23.500
posti letto oltre 2700 istruttori tra alpinismo, scialpinismo,
arrampicata, speleologia oltre 650 accompagnatori di alpinismo
giovanile e 700 accompagnatori di escursionismo