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Rivolto ai genitori
 
Una nuova stagione è alle porte e noi, puntuali, ci presentiamo ai nostri giovani alpinisti con un programma fitto di appuntamenti, tutti da non perdere. In questo numero ci dedichiamo in particolare ai primi mesi della stagione.
Mi piace però iniziare l'anno con qualche considerazione.
La stagione trascorsa ha visto il definitivo abbandono da parte di una generazione di ragazzi che con noi sono cresciuti ricevendo sicuramente molto dall'esperienza vissuta con il gruppo di A.G. Intanto hanno incominciato a frequentare altri ragazzi che, piano piano, durante la stagione, si sono avvicinati, dapprima un po' timidamente, e poi con accresciuto entusiasmo. Le prime uscite del 2004 hanno confermato un trend che ci fa ben sperare per il proseguimento della stagione.
Alcuni di questi nuovi amici hanno già fatto proseliti con i loro compagni di scuola o di giochi e il gruppo sta crescendo. Ma non basta ancora e dunque dovremo ancora impegnarci in questa direzione. Ma per farlo occorre presentare motivazioni serie e convincenti.
Proviamo allora ad analizzarne alcune fra le tante.
 1. SVILUPPARE L'ASSUNZIONE DI UN MAGGIOR SENSO DI RESPONSABILITà
 
I bambini, per loro stessa natura non hanno sviluppato il senso di responsabilità. Né la vita che trascorrono in famiglia, a scuola, nella società li aiuta molto in questo senso, visto l'ambiente iperprotettivo che li circonda. La loro esistenza è spesso pianificata fin nei minimi particolari e lascia poco spazio alla fantasia. Questa situazione prosegue in molti casi fino all'adolescenza e, a volte anche oltre. Crediamo che l'attività in montagna possa aiutare molto a superare questo scoglio perché a spasso per i monti è necessario, sempre, essere attenti, guardare dove si posano i piedi, coprirsi quando fa freddo, controllare di avere tutto l'occorrente nello zaino, ma anche evitare di portare oggetti inutili. Ogni errore può, in certe situazioni, diventare fatale. Per questo motivo vengono guidati nelle decisioni da assumere di volta in volta, vengono allenati a rinunciare alla vetta quando questa non può essere raggiunta, vengono abituati a compiere tutte quelle azioni che si rendono necessarie per la buona riuscita della giornata per sé e per gli altri.
   
2. FAVORIRE LA SOLIDARIETà ALL'INTERNO DEL GRUPPO.
 
Il gruppo è uno degli elementi fondamentali dell'attività di Alpinismo giovanile. Ogni partecipante deve prima di tutto sapere che prendendo parte ad una uscita deve accettare questa regola semplice ma irrinunciabile. Questo significa essere disponibile in ogni momento a prestare aiuto all'amico che può trovarsi in difficoltà, significa rinunciare ad un pizzico della sua libertà quando questa potrebbe condizionare quella di un altro, a volte significa rimandare la conquista di una vetta, significa condividere con entusiasmo un gioco scelto da altri. Tutti concetti apparentemente scontati, ma in realtà divenuti spesso desueti in una società che si mostra sempre più individualista. Ciò che i ragazzi imparano frequentando l'alpinismo giovanile è, in un termine semplice, la solidarietà reciproca
   
3. ACCRESCERE L'AUTONOMIA DELLA PERSONA.
 
Ho scritto poche righe sopra che la nostra società di adulti è divenuta troppo protettiva nei confronti dei ragazzi. E questo significa che noi adulti decidiamo per loro, magari mostrandoci poi accondiscendenti nell'esaudire ogni loro capriccio, facciamo trovare loro tutto pronto e facile, li accompagniamo, rigorosamente in auto, a scuola, alla festa di compleanno, in palestra, ecc. Ma i giovani devono gradualmente imparare a rendersi automi. Autonomi nelle decisioni, nelle azioni, nei pensieri. Anche in questa direzione la vita un po' rustica e faticosa sui monti può essere di grande aiuto, proprio perché abitua al sacrificio, alla rinuncia, all'impegno
   
4. MIGLIORARE LA STIMA DI sé.
 
Quanti bambini si sentono emarginati, spesso anche senza esserlo veramente, solo perché a scuola non sono bravissimi, a calcio sono scarsi, non praticano equitazione o scherma o…? Ebbene, anche in questi casi, l'attività in montagna può venire in soccorso. Intanto perché tutti possono praticarla con successo e poi perché il momento di difficoltà, prima o poi, capita a tutti; bravi a scuola, goleador o pianisti. In questo la montagna è veramente democratica e tutti possono valorizzare le loro capacità, recuperando motivazioni personali che, a lungo termine, trovano riscontro nei risultati scolastici e nella vita di tutti i giorni
   
5. PREDISPORRE ALLA CONOSCENZA E AL RISPETTO DELL'AMBIENTE.
 
Anche l'educazione ambientale trova una grande motivazione nella frequentazione della montagna. Trascorrere delle intere giornate sudando in cammino, ad osservare le evoluzioni di una nuvola, la lotta di un'ape con il vento, la resistenza di un fiore alle intemperie, il vorticare di un ruscello verso il piano, il luccichio di un sasso colpito dai raggi del sole, fa parte integrante di un progetto educativo volto a favorire la crescita e la maturazione dei giovani.  

Volendo allora trarre una prima conclusione, pensiamo di poter offrire un servizio adeguato alle necessità di tanti bambini e ragazzi che trascorrono la loro esistenza per lo più fra i muri delle loro abitazioni, spesso in città, con pochi veri contatti con i coetanei e meno ancora con la natura.

In ogni caso i genitori che desiderassero avere qualche informazione più completa e approfondita possono rivolgersi agli accompagnatori o, meglio ancora, possono iscriversi con i loro figli ad una delle uscite programmate, rendendosi così conto di persona della validità delle proposte che il Club Alpino Italiano rivolge ai suoi soci più giovani.