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Storia
 

L'alpinismo giovanile, inteso come rapporto con il mondo scolastico, ebbe inizio a Biella nel 1892. Il consiglio dell'epoca, presieduto da Vittorio Sella, nella seduta del 30 maggio 1892 accolse la proposta di Domenico Vallino e prese il via la prima "carovana scolastica". Il socio Vallino era un personaggio notevole: umanista, pittore, fotografo, fu presidente della sezione CAI di Biella, sindaco della città dal 1899 al 1901 ed a lui si deve questo primato in un settore del CAI che attualmente vive un momento di grande impulso, per la valenza educativa e didattica insita nei programmi del sodalizio. Dal libro "Il Biellese" pagine raccolte e pubblicate dalla Sezione di Biella del Club Alpino Italiano in occasione del XXX congresso nazionale in Biella (stabilimento tipografico e di fotoincisione Vittorio Turati -Milano- 1898 -) si possono trarre le seguenti notizie, scritte da Domenico Vallino: "Le carovane scolastiche degli anni 1891-1892-93 furono intese al medesimo scopo - di spingere la gioventù a correre verso la montagna, di additargliene le bellezze e i benefizi per l'educazione della mente e del fisico -; raggiunsero l'intento per cui furono organizzate; fecero proseliti e furono poscia imitate in tutta Italia dalle maggiori Sezioni consorelle. La prima valicò i monti della Vecchia, visitò Gressoney e il ghiacciaio del Lys, passò nella Valle d'Ayas per Betta Furca e salì sino alle Cimes Blanches in cospetto del Cervino. La seconda passò in Valsesia per Mologna Grande e Val Vogna, salì al Frate della Meja, scese ad Alagna attraversò la Bocchetta di Moanda e da Rima il Piccolo Altare per visitare Macugnaga e il suo grandioso ghiacciaio. rincasò dal Lago d'Orta. La terza rimontò la Valle d'Aosta fino a Bard; per Champorcher salì a Cogne e fece un'escursione al Money di Valnontey. passò nella valle adiacente del Savara per salire al Gran Paradiso e fece ritorno attraverso i lunghi pascoli del Nivolet, toccando Ceresole Reale, Locana, Torino. Chi scrive ricorda la gentile allegria, le sane fatiche durate nel dirigere quelle corse, con una ventina di giovani dai 13 ai 25 anni, fra le gioie più vivaci, fra i piaceri più soavi della sua vita alpinistica. Piccole comitive, ad esempio di quelle maggiori, ogni anno partono ora per la montagna; piccoli gruppi di studenti o di giovani laboriosi, intellettualmente e fisicamente sani, ripetono le modeste imprese delle carovane scolastiche, nelle quali impararono a viaggiare in montagna e ad amare intensamente le Alpi."

Le carovane scolastiche non si fanno più, ma l'attività e l'impegno ci sono sempre, dando continuità agli obiettivi delle origini. Per leggere la storia completa, curata da Laura Rondolotto per l'edizione di Bric & Bocc del 125°, clicca qui.